I collage surrealisti di Larry Jordan (memore della lezione di Joseph Cornell) sono ready-made enigmatici, anacronistici, dall'afflato mi(s)tico. Ben prima di certe fantasie gilliamesque in cut out e vicino semmai al Max Ernst di Une semaine de bonté, il cinema di Jordan ritaglia sfondi e figure da stampe e incisioni ottocentesche per ri-assemblarle, previa colorazione sonora, in paesaggi mentali indecrittabili e sognanti. Inutile cercare significati precisi - l'imagerie di Jordan, allucinogeno coacervo di arie spirituali e fantasmi dell'inconscio, è tanto inconfondibile quanto eterea, inafferrabile per sua stessa natura: i suoi sono test di Rorschach liberi e seducenti, animazioni liquide ed erranti, incuranti di qualsiasi logica o direzione. Our Lady of The Sphere è uno dei suoi poemi visivi più celebrati, un piccolo miraggio disposto tra la morte e la reincarnazione, come il Libro Tibetano dei Morti a cui s'ispira.
[filmografia online]
Duo Concertantes (1964)
Hamfat Asar (1965)
Gymnopedies (1965)
Our Lady of the Sphere (1969)
Rime of the Ancient Mariner (feat. Orson Welles, 1977)
Visions of a City (1978)
Moonlight Sonata (1979)
Carabosse (1980)